Nel primo semestre 2020 in Europa le energie rinnovabili hanno prodotto più elettricità dei combustibili fossili.



Secondo un recente studio di Ember nella prima metà del 2020 nell'Europa a 27 le fonti rinnovabili (eolico, solare, idroelettrico, biomasse e biocarburanti) hanno prodotto più energia dei combustibili fossili (gas, carbone, lignite): 40% contro 34%.


Le fonti rinnovabili sono cresciute dell' 11% mentre i combustibili fossili sono scesi del 18%.
A questo risultato hanno sicuramente contribuito il lockdown e l'interruzione o forte riduzione della produzione industriale dovute al Covid-19.

Il carbone in particolare ha generato solo il 12% dell’elettricità dell’Unione europea nella prima metà del 2020 e la sua quota di mercato si è dimezzata dal 2016. Il suo utilizzo è sceso in tutti i 27 Paesi Ue. Questo crollo (- 32%) è abbastanza generalizzato, ma particolarmente significativo in alcuni paesi come Portogallo (- 95%), Spagna (- 54%) e Germania (- 39%). Quest'ultima ha deciso di abbandonare definitivamente il carbone come fonte di energia entro il 2038.


Solare ed Eolico, nonostante la variabilità nella produzione, da soli hanno generato il 22% dell'energia nella prima metà dell'anno con picchi del 69% in Danimarca, 49% in Irlanda e 42% in Germania.


La transizione verso una produzione di energia da combustibili fossili a fonti sostenibili in Europa sta procedendo ad un ritmo più veloce di quanto non si immaginasse qualche anno fa.

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