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Due piccole lezioni della natura che ci dovrebbero insegnare qualcosa sull'investimento

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Gli estremi portano agli estremi   La California è stata devastata dagli incendi per un decennio. Anno dopo anno la siccità ha trasformato le foreste in legna secca. Tutti erano euforici quando il 2017 ha portato uno degli inverni con maggiori precipitazioni che la California avesse visto nell’ultimo secolo.  Sul lago Tahoe in pochi mesi sono caduti più di 20 metri di neve. Così la siccità di sei anni è stata dichiarata conclusa. Ma l’anno più piovoso che si ricordi è stato seguito dalla stagione di incendi boschivi più mortale e distruttiva mai registrata. E queste due cose sono in realtà collegate. La pioggia record del 2017 ha significato un'impennata della crescita della vegetazione nella primavera seguente tanto che persino le città nel deserto erano diventate verdi.  L’arida estate del 2018 ha però trasformato tutta questa vegetazione in una quantità mai vista di legna secca e sterpaglie che hanno alimentato gli incendi autunnali. Si tratta di un fenomeno contro-int...

Il mondo è in continua evoluzione

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Alcune immagini che mi hanno fatto riflettere questa settimana: Il peso del mercato azionario USA rispetto a quello globale è passato dal 15% nel 1899 al 55,9% a fine 2020.     Negli Stati Uniti sono concentrate 59 delle 100 più grandi società del mondo. 9 delle 10 persone più ricche al mondo sono americane (per nascita o adozione). Di queste, 8 hanno fatto la loro fortuna nel campo della tecnologia. Come risulta evidente dalle ultime due immagini, la tecnologia ha avuto un ruolo centrale nella crescita economica e finanziaria degli ultimi 15 anni. Eppure il mondo è in continua evoluzione e il più delle volte è del tutto imprevedibile. Delle 20 maggiori società per capitalizzazione al mondo nel 1989 neppure una è ancora tra le prime 20 nel 2021. Nessuna.     Allora come oggi pensavamo che ciò che aveva funzionato fino a quel giorno avrebbe continuato a funzionare anche in futuro. Ci sbagliavamo allora e probabilmente ci illudiamo anche oggi.   Negli ultimi 50 an...

Il vento del cambiamento

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  Per la terza settimana di fila l’andamento dei mercati è stato volatile e condizionato dalla crescita dei tassi obbligazionari e dalle aspettative di aumento dell’inflazione, in particolare negli Stati Uniti. Entrambi questi movimenti erano e restano inevitabili dato che sia i tassi d’interesse che l’inflazione l’anno scorso hanno toccato i minimi storici. Una loro crescita è quindi una buona notizia per l’economia, o meglio, sono le buone notizie in campo economico ad aver spinto verso l’alto tassi e le aspettative di crescita dei prezzi. Il fermento delle ultime settimane è dovuto più che altro alla rapidità con cui le aspettative sono cambiate. Nel 2020 le abitudini di consumo sono mutate drasticamente. Le limitazioni agli spostamenti, ai viaggi e alla socializzazione nonché i timori per il futuro hanno penalizzato i settori legati ai viaggi, al turismo, alla ristorazione, alla domanda di beni di lusso e alla produzione industriale. Tutto ciò ha depresso i consumi e ...

L'aria che tira

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La settimana appena conclusasi è stata decisamente negativa non solo per tutti i mercati azionari, ma in generale per quasi tutte le classi d’investimento: azioni, obbligazioni, oro. L’indice azionario globale ha perso oltre il 3%, quello europeo il 2% e il principale indice azionario a stelle e strisce il 2,45%. L’oro ha lasciato sul campo il 2,53%. Anche le obbligazioni hanno sofferto. In realtà i cali azionari hanno coinvolto perlopiù settori e regioni che erano più cresciuti nei 12 mesi precedenti: tecnologia, energie alternative e Asia. Al contrario i settori più colpiti dalla pandemia sono quelli che si sono comportati meglio: energetici, turismo (in particolare compagnie aeree, parchi divertimento e crociere), finanziari e il settore minerario.   Cosa sta succedendo? Anche questa settimana il colpevole di questi cali è la crescita dei tassi d’interesse nominali sul debito governativo e, diversamente da settimana scorsa, anche di quelli reali. Tale aumento è ascrivibile a due...

Davide contro Golia

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Nelle ultime settimane è successo qualcosa di tanto incredibile quanto significativo nel mondo finanziario:  Davide ha sconfitto Golia .    GameStop è un'azienda americana che detiene una catena di negozi di videogiochi in tutto il mondo. Da anni soffre la concorrenza del canale digitale: chiunque abbia giocato ad un videogioco o abbia un figlio in età sa che da 15-20 anni a questa parte i videogiochi si acquistano, e spesso giocano, online. Complice la pandemia e il lockdown, nel 2020 il mercato del  gaming  è cresciuto di oltre il 20% e negli Stati Uniti vale più delle major di Hollywood e dello sport messi insieme.  GameStop* sembrava destinata ad un inesorabile declino a causa della concorrenza tanto che il titolo (GME) dal 2016 è sceso da 30 $ fino a toccare i 3$ a marzo dell'anno scorso. Alcuni grandi fondi d'investimento speculativi (hedge funds come Melvin Capital) hanno deciso di scommettere sulla discesa del tito...

2020 una riflessione personale

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Si avvicina la fine dell'anno ed è tempo di fare qualche riflessione. Durante questo difficile 2020 mi è capitato molte volte di pensare a come sarebbe stata la mia vita lavorativa, ma anche personale, se mi fossi trovato ancora a lavorare in una banca tradizionale . Mi sarei trovato ad affrontare il problema degli ingressi contingentati in filiale, delle inevitabili lamentele e del telefono che squilla di continuo. Magari la chiusura della filiale per un contagio tra i colleghi.  Nel frattempo il crollo dei mercati azionari avrebbe scatenato il panico tra i miei clienti e la difficoltà, se non impossibilità, di incontrarli avrebbe accentuato ulteriormente le loro paure. In questo turbinio di eventi e problematiche non avrei avuto il tempo, il modo, né probabilmente la lucidità, per tranquillizzarli e far loro sfruttare qualche buona occasione .  D'altra parte quando i prodotti che vendi prevedono commissioni d'ingresso o ingenti penali di uscita anticipata diventa diffic...

Hai ancora bisogno della filiale?

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In base ad uno studio effettuato da Bain &Co in collaborazione con Dynata ripreso in un articolo apparso su MilanoFinanza , durante l'emergenza sanitaria un enorme numero di clienti bancari ha azzerato o drasticamente ridotto il numero di visite in filiale preferendo i canali digitali, i pagamenti elettronici e la comunicazione a distanza. Il 98% di essi ha dichiarato che manterrà questa abitudine d'ora in avanti. Che senso ha continuare a sostenere i costi e i limiti di un rapporto con una banca tradiz ionale rispetto ad una digitale se la filiale ha perso la sua centralità? Perché andare in filiale quando il consulente può venire a casa tua, potete vedervi nel bar sotto casa o in videoconferenza? Ottenendo peraltro un servizio decisamente superiore? I soldi sono un tema molto delicato e affidarne la gestione a qualcuno implica una grande fiducia, fiducia che si costruisce con la relazione e con il tempo. Ma com'è possibile farlo se ogni 2-3 anni ti trovi a dover par...