Il vento del cambiamento

 


Per la terza settimana di fila l’andamento dei mercati è stato volatile e condizionato dalla crescita dei tassi obbligazionari e dalle aspettative di aumento dell’inflazione, in particolare negli Stati Uniti.
Entrambi questi movimenti erano e restano inevitabili dato che sia i tassi d’interesse che l’inflazione l’anno scorso hanno toccato i minimi storici. Una loro crescita è quindi una buona notizia per l’economia, o meglio, sono le buone notizie in campo economico ad aver spinto verso l’alto tassi e le aspettative di crescita dei prezzi.

Il fermento delle ultime settimane è dovuto più che altro alla rapidità con cui le aspettative sono cambiate.
Nel 2020 le abitudini di consumo sono mutate drasticamente. Le limitazioni agli spostamenti, ai viaggi e alla socializzazione nonché i timori per il futuro hanno penalizzato i settori legati ai viaggi, al turismo, alla ristorazione, alla domanda di beni di lusso e alla produzione industriale. Tutto ciò ha depresso i consumi e quindi il PIL e l’inflazione. La forzata permanenza a casa ha invece dato slancio alla tecnologia in generale, alle piattaforme di streaming, ai servizi di video comunicazione, al commercio online.

Oggi il vento è cambiato.

Nei prossimi mesi le limitazioni agli spostamenti e alla socializzazione verranno gradualmente allentate o cancellate e poco alla volta si potrà tornare (con tutte le cautele del caso) ad una vita “normale”. Questo cambio di prospettiva ha messo le ali al prezzo del petrolio e delle materie prime e ai settori che più hanno sofferto l’anno scorso. L’attesa di una veloce ripresa dei consumi, con un parziale recupero di quelli rimandati a causa della pandemia, ha fatto velocemente aumentare le aspettative d’inflazione.

Il rovescio della medaglia è una battuta di arresto per i settori della tecnologia, e delle energie alternative. Non c’è quindi da sorprendersi che l’indice tecnologico americano (NASDAQ) che nel 2020 ha segnato un progresso del 97% sia l’unico in negativo da inizio anno (-1,71%). Certo, è una notizia a cui non eravamo più abituati.
Questo non vuol dire che i trend in atto siano venuti meno. La tecnologia e la digitalizzazione saranno sempre più pervasivi nelle nostre vite; la transizione ad un’economia più attenta all’ambiente e alle energie alternative sembrano ormai inarrestabili (e speriamo sia così!); la crescita dell’importanza dell’Asia nell’economia mondiale è innegabile: entro i prossimi 30 anni in Asia si concentrerà il 50% del PIL, della popolazione e dei consumi del globo.

Ma non sono solo i mercati azionari ad aver subito questo cambio di paradigma, lo stesso è avvenuto nel mondo obbligazionario. Se l’anno scorso (come e più che negli ultimi 40) i titoli governativi hanno vissuto un momento d’oro, da inizio 2021 hanno subito perdite molto consistenti e continueranno a farlo. Per contro, l’aumento dei tassi ha avuto meno impatto sulle obbligazioni societarie (corporate) e sui titoli ad alto rendimento (entrambi positivamente correlati alla crescita economica).

L’unica fonte di preoccupazione è dovuta alla possibilità che l’inflazione sfugga di mano e cresca stabilmente ben oltre il 3%. Di sicuro assisteremo ad un aumento del livello dei prezzi, forse anche con punte del 3%, ma l’iper-inflazione è una prospettiva al momento piuttosto remota.

Il repentino cambio di direzione dei mercati è l'ennesima conferma di quanto siano importanti la diversificazione e la flessibilità in un portafoglio d'investimenti. Chi avesse puntato tutto sui settori e gli attivi che l'anno scorso hanno fatto bene, oggi si troverebbe in grossa difficoltà: tecnologia, oro, obbligazioni governative in poco più di un mese hanno subito cali significativi.

Tutti gli strumenti hanno la loro funzione in un portafoglio d'investimenti, anche quelli di cui oggi fatichiamo a vedere l'utilità. Anche quelli che per anni non ci hanno dato soddisfazione. La caratteristica più importante di un buon investitore è la pazienza.

La pazienza di aspettare che il brutto tempo passi e che torni a splendere il sole.


Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento 


Nella congiuntura attuale si deve però anche essere coscienti che l’aumento dell’inflazione è amica dei debitori quanto è nemica dei risparmiatori perché erode allo stesso modo debiti e liquidità. Sarà quindi la benvenuta, se tenuta sotto controllo, in un contesto in cui il debito delle aziende e, soprattutto, dei governi è cresciuto a dismisura.

Una moderata dose d’inflazione è positiva per i consumi e i mercati azionari mentre è una vera e propria tassa sulla liquidità e sulle obbligazioni.

In un paese come il nostro, dove l’investimento prediletto dai risparmiatori per decenni è stato il BTP, dove la componente azionaria nei portafogli d’investimento è la più bassa di tutta Europa (per non parlare del confronto con il resto del mondo...) e le giacenze sui conti sono cresciute a dismisura negli ultimi anni, anche una moderata inflazione può avere un effetto estremamente negativo sulla ricchezza delle famiglie.

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