Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta obbligazioni

Alta marea - bassa marea

Immagine
FOMO è un acronimo inglese che sta per Fear Of Missing Out : la paura di rimanere esclusi dai rialzi dei mercati. E’ quel fenomeno per cui molti investitori vedendo crescere le quotazioni di un titolo, strumento o mercato giorno dopo giorno, non riescono a resistere alla tentazione di acquistarlo anche se non ne conoscono il funzionamento, non ne percepiscono i rischi o semplicemente non si rendono conto che stanno comprando qualcosa solo perché le sue quotazioni stanno salendo. Questa “euforia irrazionale” è alla base di molte delle più note bolle finanziarie della storia, dai bulbi di tulipano del ‘600 in Olanda, alle azioni della Compagnia dei Mari del Sud nell’Inghilterra del ‘700 (di cui fu vittima anche Newton), ai titoli tecnologici nel 2000/2001, alla crisi dei mutui subprime nel 2008.   Anche negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un crescente ottimismo nei confronti delle prospettive economiche post-Covid e ad una crescita veramente eccezionale nelle quotazioni d...

Il vento del cambiamento

Immagine
  Per la terza settimana di fila l’andamento dei mercati è stato volatile e condizionato dalla crescita dei tassi obbligazionari e dalle aspettative di aumento dell’inflazione, in particolare negli Stati Uniti. Entrambi questi movimenti erano e restano inevitabili dato che sia i tassi d’interesse che l’inflazione l’anno scorso hanno toccato i minimi storici. Una loro crescita è quindi una buona notizia per l’economia, o meglio, sono le buone notizie in campo economico ad aver spinto verso l’alto tassi e le aspettative di crescita dei prezzi. Il fermento delle ultime settimane è dovuto più che altro alla rapidità con cui le aspettative sono cambiate. Nel 2020 le abitudini di consumo sono mutate drasticamente. Le limitazioni agli spostamenti, ai viaggi e alla socializzazione nonché i timori per il futuro hanno penalizzato i settori legati ai viaggi, al turismo, alla ristorazione, alla domanda di beni di lusso e alla produzione industriale. Tutto ciò ha depresso i consumi e ...

È più pericoloso investire per 10 anni in un’obbligazione o sul mercato azionario?

Immagine
Nella settimana appena trascorsa mi è capitato di confrontarmi con un investitore riguardo all’orizzonte temporale degli investimenti. Qual è l’orizzonte giusto nel quale investire? Perché per investire in uno strumento azionario è necessario farlo con un orizzonte di lungo periodo? E quanto è lungo il “lungo periodo”?!? La risposta a queste domande è molto articolata ed estremamente attuale, ma cercherò di non dilungarmi troppo. Prima di tutto l’orizzonte giusto con il quale investire è dettato dai nostri obiettivi; Perché sto investendo quella somma? Cosa dovrà permettermi di fare e fra quanto tempo? Se si intende investire in uno strumento azionario* l’orizzonte con cui lo si fa dev’essere lungo per definizione perché, come ci ha ben dimostrato il 2020, i mercati azionari sono molto volatili e ci espongono al rischio di vedere ridotto il valore del nostro investimento in modo considerevole entro periodi di tempo piuttosto brevi. L’anno scorso i mercati azionari hanno perso tra i...

Rendimenti negativi

Immagine
I rendimenti dei BTP collocati in asta il 13 ottobre hanno registrato un nuovo record negativo . Il BTP a 3 anni rende -0,14% Il BTP a 7 anni rende 0,34% Il BTP a 30 anni rende 1,48% I rendimenti sono negativi per tutte le scadenze inferiori ai 4 anni. Lo spread BTP-Bund viaggia intorno a quota 122, ai livelli di maggio 2018. Solo 2 anni fa, ad ottobre 2018, il decennale italiano rendeva il 3,6%, oggi 0,66%. A livello globali sono in circolazione la bellezza di 15 mila miliardi di dollari di obbligazioni con tassi negativi. Sicuramente è anche con questi dati che si spiega la continua crescita della liquidità sui conti correnti degli italiani (+7% in un anno). Ma i depositi crescevano anche questa primavera quando lo spread superava i 200 punti e i rendimenti erano decisamente più alti. Il problema della crescita dei depositi deriva dalla paura del futuro, dalla mancanza di fiducia nel sistema bancario che in questi anni ci ha abituati ad uno scandalo dietro l'altro (fallimento del...

Rendimenti sotto zero

Immagine
I rendimenti dei BTP collocati in asta il 13 ottobre hanno registrato un nuovo record negativo . Il BTP a 3 anni rende -0,14% Il BTP a 7 anni rende 0,34% Il BTP a 30 anni rende 1,48% I rendimenti sono negativi per tutte le scadenze inferiori ai 4 anni. Lo spread BTP-Bund viaggia intorno a quota 122, ai livelli di maggio 2018. Solo 2 anni fa, ad ottobre 2018, il decennale italiano rendeva il 3,6%, oggi 0,66%. Ma non sono solo le obbligazioni nostrane a registrare rendimenti in discesa o addirittura negativi. Quasi tutti i paesi sviluppati si trovano in questa condizione. Il  decennale americano rende lo 0,72% e il titolo a 30 anni l' 1,50%. Il Bund tedesco a 10 anni rende - 0,62% e addirittura il titolo a 30 anni ha un rendimento negativo pari a - 0,21%. A livello globale, secondo uno studio di JP Morgan,  il 76% delle obbligazioni in circolazione hanno rendimenti reali negativi . I tassi d'interesse erano bassi già ad inizio anno, ma con l'arrivo della pandemia, i lockdown ...