Rendimenti sotto zero


I rendimenti dei BTP collocati in asta il 13 ottobre hanno registrato un nuovo record negativo.

Il BTP a 3 anni rende -0,14%
Il BTP a 7 anni rende 0,34%
Il BTP a 30 anni rende 1,48%

I rendimenti sono negativi per tutte le scadenze inferiori ai 4 anni.
Lo spread BTP-Bund viaggia intorno a quota 122, ai livelli di maggio 2018.
Solo 2 anni fa, ad ottobre 2018, il decennale italiano rendeva il 3,6%, oggi 0,66%.

Ma non sono solo le obbligazioni nostrane a registrare rendimenti in discesa o addirittura negativi. Quasi tutti i paesi sviluppati si trovano in questa condizione. Il  decennale americano rende lo 0,72% e il titolo a 30 anni l' 1,50%. Il Bund tedesco a 10 anni rende - 0,62% e addirittura il titolo a 30 anni ha un rendimento negativo pari a - 0,21%.



A livello globale, secondo uno studio di JP Morgan, il 76% delle obbligazioni in circolazione hanno rendimenti reali negativi.

I tassi d'interesse erano bassi già ad inizio anno, ma con l'arrivo della pandemia, i lockdown e l'improvvisa recessione economica, le banche centrali di tutto il mondo si sono viste costrette ad intervenire adottando misure di politica monetaria di proporzioni fuori dal comune, abbassando ulteriormente i tassi ed acquistando titoli di stato ed obbligazioni societarie in quantità inedite per sostenere l'economia. Al contempo i governi hanno messo in atto poderose politiche fiscali e di sostegno all'economia finanziandole con nuovo debito pubblico. 



Le aziende, messe in difficoltà dalla crisi innescata dalla recessione e favorite da tassi particolarmente bassi e dagli acquisti effettuati dalle banche centrali, si sono a loro volta indebitate emettendo nuove obbligazioni.

Il risultato di questo fenomeno è che oggi a livello globale abbiamo livelli di debito mai visti nella storia e per fare in modo che questa situazione rimanga sostenibile nel tempo le banche centrali saranno costrette a mantenere i tassi bassi o molto bassi ancora a lungo: "lower for longer". Usando le parole del presidente della FED:
"non solo non stiamo pensando di alzare i tassi, non stiamo nemmeno pensando di considerare di alzare i tassi".



La conseguenza per gli investitori è che le obbligazioni con alto rating negli anni a venire saranno in grado di generare rendimenti molto bassi, se non negativi, e faranno più fatica a svolgere la loro funzione di diversificazione rispetto alle azioni. Sarà quindi molto importante ripensare la composizione dei portafogli d'investimento per tenere conto di queste mutate condizioni, modificandone la componente azionaria, ricercando nuove e diverse fonti di reddito senza però stravolgerne la rischiosità.

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