Seconda ondata

Nella storia delle pandemie spesso la seconda ondata è peggiore della prima. È successo 100 anni fa con la spagnola e sta succedendo ancora. Lo sapevamo, ma in molti se ne sono dimenticati o non hanno voluto ascoltare il monito della storia e della scienza.



Il quadro attuale è molto difficile, ma sostanzialmente diverso rispetto a questa primavera per almeno 5 motivi:

  • Sanitario: i sistemi sanitari sono più preparati e la conoscenza del virus è maggiore. E' maggiore anche l'esperienza su come dosare le misure per combatterlo e un vaccino, per quanto non imminente, è alle porte.
  • Psicologico: non siamo stati colti di sorpresa come a febbraio, abbiamo già affrontato il virus, la paura e le chiusure. Sarà dura, ma ne usciremo.
  • Politica monetaria: le banche centrali hanno attuato politiche monetarie estremamente vigorose, abbassando i tassi d’interesse e inondando i mercati di liquidità, e manterranno questa impostazione ultra-espansiva a lungo.
  • Politica fiscale: i governi hanno messo in campo enormi risorse a sostegno dell’economia e continueranno a farlo. Dopo le elezioni verrà varato un nuovo pacchetto di misure negli Stati Uniti e in Europa l’anno prossimo arriveranno le risorse del Recovery Fund.
  • La seconda ondata non è globale: non tutto il mondo è bloccato dalla pandemia. In Asia governi e popolazioni sono stati più lungimiranti e responsabili e hanno messo in campo comportamenti e misure che hanno permesso di ridurre la circolazione del virus, arginare i nuovi focolai ed evitare che sfuggissero al controllo come in Europa e nelle americhe. Ad oggi la regione asiatica, che conta il 60% della popolazione e il 37% del PIL mondiale, registra un numero di casi molto basso e non sembrano all’orizzonte chiusure o restrizioni particolari.

 
Come immaginato a settembre, l’autunno ha portato molta incertezza e volatilità sui mercati. Senza dubbio la preoccupazione è giustificata, ma non assisteremo al panico incontrollato che si è verificato in primavera. Le prossime settimane saranno turbolente, ma, esattamente come sei mesi fa, questa turbolenza sarà un’occasione di cui approfittare.

Chi nei mesi scorsi ha imparato la lezione e si è attrezzato per affrontare il duro inverno che ci attende, costruendo portafogli d’investimento ben diversificati e resilienti e tenendo da parte un po' di liquidità da utilizzare per approfittare dei cali dei mercati, non ha nulla da temere. Dovrà solo avere pazienza e metodo e aspettare che la tempesta passi e torni il sole.

Come in primavera, si può affrontare il calo dei mercati in 3 modi:

- scappando

- resistendo 

- approfittandone

Sta a voi decidere quale sia la miglior soluzione. 

Io non ho dubbi.

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