Che differenza esiste tra un consulente finanziario e il consulente della banca sotto casa?

 


In Italia la consulenza finanziaria viene erogata principalmente da banche e consulenti finanziari*.


Esistono 3 aspetti che differenziano il servizio di un consulente finanziario da quello offerto in banca:
 

  • La persona che si occupa dei vostri investimenti è scelta dalla banca, non da voi, e cambia piuttosto di frequente (ogni 2-4 anni). Ciò vuol dire in primis non avete la possibilità di scegliere una persona che vi ispiri fiducia, condivida i vostri valori e ideali e con cui andate d’accordo e che, anche nel caso abbiate la fortuna di trovarne una, nel giro di qualche anno verrà sostituita e la relazione dovrà ripartire da zero. Nel caso del consulente finanziario invece siete voi a scegliere a chi affidare i vostri risparmi e, se siete soddisfatti, questa relazione potrà durare decine di anni. In questo modo il rapporto che si instaurerà diventerà molto più personale e diretto e non sarà più intermediato dalla filiale bancaria.
 
  • I consulenti finanziari devono essere iscritti ad un Albo Nazionale tenuto dall’OCF (l’Organismo di vigilanza sui Consulenti Finanziari) che è un’emenazione della CONSOB. Per potersi iscrivere all’Albo è necessario dimostrare le proprie competenze superando un esame di abilitazione e per mantenere l’iscrizione all’Albo i consulenti finanziari devono svolgere un minimo di 60 ore di formazione e aggiornamento ogni anno. Ciò ne garantisce la competenza e preparazione.
 
  • Il consulente in banca è un dipendente e come tale dovrà sottostare alle direttive impartite dall’istituto e quindi sarà portato (o costretto) ad anteporre l’interesse di chi gli paga lo stipendio al vostro. In larga parte in banca non ricevete consulenza, ma vi vengono semplicemente venduti dei prodotti d’investimento provenienti, nella gran parte dei casi, dalla società di gestione del risparmio della banca stessa. Il consulente finanziario per contro è un libero professionista e il suo datore di lavoro sono i suoi clienti, quindi risponderà del suo operato a loro. Inoltre i consulenti finanziari hanno di norma una grande libertà nella scelta degli strumenti d’investimento da proporre e utilizzare e quindi potranno scegliere quelli che offrono la maggiore qualità e i minori costi.

 
Prima di diventare un consulente finanziario, per oltre 10 anni, ho lavorato in una banca tradizionale e, nella mia esperienza come consulente agli investimenti, il mio compito era quello di vendere obbligazioni della banca, fondi d’investimento della Società di Gestione del Risparmio della banca e prodotti d’investimento assicurativo della compagnia della banca in base ad un budget annuale, semestrale, trimestrale e spesso mensile, possibilmente mantenendo un passo giornaliero.
In tutta onestà non mi sento di definire consulenziale il lavoro che ho svolto in banca. Facevo piuttosto il venditore di prodotti finanziari.



 
Trend del settore: a fine 2019 il 17% della ricchezza complessiva degli italiani era depositata presso reti di consulenza finanziaria contro l’83% detenuta presso banche tradizionali. Nel 2008 le percentuali erano del 5% per le reti e del 95% per le banche. In venti anni il patrimonio gestito dai Consulenti Finanziari è quadruplicato (da 150 a oltre 600 miliardi di Euro). Gli investitori italiani serviti da un Consulente Finanziario sono passati dal 7% al 15% della popolazione bancarizzata (fonte dati: Banca d’Italia, ABI e Assoreti).

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