Investire è semplice, ma non è facile

 


Jeff Bezos, Warren Buffett, Mark Zuckerberg, Elon Musk

Si tratta dell’elenco di alcuni degli uomini più ricchi del pianeta e hanno tutti una cosa in comune: posizioni concentrate nelle azioni di una singola società che hanno fondato.
Si è tentati di credere che questo sia il modello da seguire nel proprio portafoglio di investimenti, ma per la stragrande maggioranza dei risparmiatori sarebbe un errore.

Come mai?

Perché le probabilità che tu scelga un singolo titolo e che diventi uno dei grandi vincitori del futuro non sono a tuo favore.
La maggior parte delle aziende (72%) sottoperforma notevolmente i buoni del Tesoro a lungo termine e più della metà guadagna un rendimento a vita negativo.

Sebbene i dati siano chiari, il fascino della selezione dei titoli rimane. Il canto della sirena di trovare la ricchezza nello scegliere la prossima Apple/Amazon/Google/Tesla è semplicemente troppo allettante per resistervi.

E dopo un anno come il 2020, sembrava persino facile. Se avessi acquistato praticamente qualsiasi cosa tra azioni ad alta crescita/tecnologia/IPO/SPAC, avresti ottenuto rendimenti a doppia o tripla cifra e fatto meglio di quasi tutti gli indici azionari mondiali.

Questa tendenza è continuata all'inizio del 2021, con la mania dei meme-stock che ha raggiunto il suo picco a metà febbraio (Gamestop, AMC, ecc). 
Da allora abbiamo assistito ad un rapido ritorno alla realtà, vale a dire un mondo in cui la selezione dei titoli è tutt'altro che facile.
Molti ex favoriti ad alta crescita/tecnologia/IPO/SPAC dello scorso anno stanno ora mostrando significativi cali.



E il fondo più chiacchierato e di tendenza dell’anno scorso, che seleziona i titoli più in voga del momento, ARK Innovation, è in calo del 40%% dal massimo di febbraio. Allo stesso tempo gli investitori (o speculatori?) che l’anno scorso, inseguendo le recenti performance, facevano a gara ad investirvi in preda alla paura di non riuscire a partecipare al banchetto, oggi stanno uscendo incassando pesanti perdite.

 


Allo stesso tempo, il Nasdaq 100 (l’indice delle 100 più grandi società tecnologiche americane) è sulla buona strada per il suo 13° anno consecutivo positivo, nonostante oltre un terzo dei titoli che lo compongono sia in perdita da inizio anno. E persino il vecchio e noioso indice azionario globale, nonostante la volatilità delle ultime 2 settimane, è nuovamente vicino al suo massimo storico.



Tentare di indovinare la prossima Amazon, Apple, Google o Tesla è un affare pericoloso per l’investitore medio. Altrettanto pericoloso è seguire le mode e il gregge degli investitori che sono convinti di poter diventare ricchi indovinando la scommessa della vita.

Qualcuno vincerà di certo la lotteria, ma scommettere i propri risparmi pensando di poter essere quel fortunato vincitore su milioni di partecipanti non rappresenta sicuramente una lungimirante strategia d’investimento.


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