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Investire è semplice, ma non è facile

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  Jeff Bezos, Warren Buffett, Mark Zuckerberg, Elon Musk Si tratta dell’elenco di alcuni degli uomini più ricchi del pianeta e hanno tutti una cosa in comune: posizioni concentrate nelle azioni di una singola società che hanno fondato. Si è tentati di credere che questo sia il modello da seguire nel proprio portafoglio di investimenti, ma per la stragrande maggioranza dei risparmiatori sarebbe un errore. Come mai? Perché le probabilità che tu scelga un singolo titolo e che diventi uno dei grandi vincitori del futuro non sono a tuo favore. La maggior parte delle aziende (72%) sottoperforma notevolmente i buoni del Tesoro a lungo termine e più della metà guadagna un rendimento a vita negativo. Sebbene i dati siano chiari, il fascino della selezione dei titoli rimane. Il canto della sirena di trovare la ricchezza nello scegliere la prossima Apple/Amazon/Google/Tesla è semplicemente troppo allettante per resistervi. E dopo un anno come il 2020, sembrava persino facile. Se avessi acquis...

Il tacchino induttivista

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  Il Giorno del Ringraziamento si celebra sin dall’inizio della storia americana. Nel 1621 i coloni inglesi sbarcati dal Mayflower celebrarono il primo Thanksgiving ed erano lontanissimi dall’idea di stabilire una festa nazionale, era solo un pranzo per festeggiare la fine della stagione del raccolto e la pace con i nativi americani della tribù dei Wampanoag. Abraham Lincoln istituì la festa nazionale del Ringraziamento nel 1863, da celebrare il quarto giovedì di novembre. La National Turkey Federation stima che nella ricorrenza del Thanksgiving le famiglie americane consumino tra i 44 e i 46 milioni di tacchini, più del doppio di quanti vengano consumati nelle feste di Natale e Pasqua. Il tacchino è per la festa ma, decisamente, la festa non è per il tacchino! Il filosofo Bertrand Russell si servì di un tacchino per dimostrare la fallacia del ragionamento induttivista. Il tacchino di Russel basa la sua visione del mondo sulla logica induttivista, immagina cioè il futuro sulla ...

Due piccole lezioni della natura che ci dovrebbero insegnare qualcosa sull'investimento

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Gli estremi portano agli estremi   La California è stata devastata dagli incendi per un decennio. Anno dopo anno la siccità ha trasformato le foreste in legna secca. Tutti erano euforici quando il 2017 ha portato uno degli inverni con maggiori precipitazioni che la California avesse visto nell’ultimo secolo.  Sul lago Tahoe in pochi mesi sono caduti più di 20 metri di neve. Così la siccità di sei anni è stata dichiarata conclusa. Ma l’anno più piovoso che si ricordi è stato seguito dalla stagione di incendi boschivi più mortale e distruttiva mai registrata. E queste due cose sono in realtà collegate. La pioggia record del 2017 ha significato un'impennata della crescita della vegetazione nella primavera seguente tanto che persino le città nel deserto erano diventate verdi.  L’arida estate del 2018 ha però trasformato tutta questa vegetazione in una quantità mai vista di legna secca e sterpaglie che hanno alimentato gli incendi autunnali. Si tratta di un fenomeno contro-int...

Se sei preoccupato, fatti dare un abbraccio

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Se sei preoccupato che le valutazioni del mercato azionario siano stiracchiate, eccessive, troppo elevate, trova qualcuno che ti dia un abbraccio. Lasciami spiegare. Gli esseri umani sono programmati per desiderare ciò che dà sicurezza e piacere e per fuggire dalle cose che invece causano dolore.   Questo comportamento probabilmente ci ha tenuti in vita come specie, ma crea non pochi problemi quando investiamo. Quando un uomo primitivo si trovava di fronte ad un pericolo, ad esempio un animale feroce, non stava a chiedersi se la belva fosse sazia, stanca, pigra o disinteressata alla preda (lui). L’istinto gli diceva di fuggire e lui fuggiva. Quando i mercati scendono e l’informazione (pornografia) finanziaria inizia ad urlare che dovresti metterti in salvo prima di finire a vivere sotto un ponte, è come se un animale feroce ti stesse inseguendo. L'unica cosa da fare è correre! Sentirsi spaventati è normale in quel momento e l'ultima cosa di cui hai bisogno è una lezione su...

Fondi italiani: maggiori costi e minori rendimenti

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In base ai dati raccolti ed analizzati da Tosetti Value e riportati da Il Sole 24 Ore del 7 novembre, in media i fondi italiani generano meno rendimenti per i loro sottoscrittori rispetto ai cugini europei.    Secondo lo studio, 100 euro investiti il 1 gennaio 2018 in fondi italiani al 30 settembre 2021 sarebbero cresciuti tra 103,6 e 113. I medesimi 100 euro investiti in fondi di case internazionali in media avrebbero registrato rendimenti decisamente maggiori crescendo tra 114 e 131,3 euro. Questa macroscopica differenza è dovuta a due fattori: i costi e il diverso peso della componente azionaria. Se i fondi italiani in media applicano dei costi pari all' 1,46% e hanno una componente azionaria del 20,5%, i fondi di case internazionali hanno costi decisamente minori, 0,96%, e un peso dell'azionario più che doppio, pari al 47,6%.  E' palese che applicare costi superiori all'8,5% in meno di 4 anni (01/01/2018 - 30/09/2021), come fanno alcune case italiane, danneggia fort...

Il mondo è in continua evoluzione

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Alcune immagini che mi hanno fatto riflettere questa settimana: Il peso del mercato azionario USA rispetto a quello globale è passato dal 15% nel 1899 al 55,9% a fine 2020.     Negli Stati Uniti sono concentrate 59 delle 100 più grandi società del mondo. 9 delle 10 persone più ricche al mondo sono americane (per nascita o adozione). Di queste, 8 hanno fatto la loro fortuna nel campo della tecnologia. Come risulta evidente dalle ultime due immagini, la tecnologia ha avuto un ruolo centrale nella crescita economica e finanziaria degli ultimi 15 anni. Eppure il mondo è in continua evoluzione e il più delle volte è del tutto imprevedibile. Delle 20 maggiori società per capitalizzazione al mondo nel 1989 neppure una è ancora tra le prime 20 nel 2021. Nessuna.     Allora come oggi pensavamo che ciò che aveva funzionato fino a quel giorno avrebbe continuato a funzionare anche in futuro. Ci sbagliavamo allora e probabilmente ci illudiamo anche oggi.   Negli ultimi 50 an...

Tutta questione di prospettive

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Il 31 marzo 1999 la rivista finanziaria Barron’s titolava: “L’idea che l’amministratore delegato di Amazon Jeff Bezos sia il pioniere di un nuovo mercato è ridicola”. Quel giorno l’azione Amazon quotava 86 dollari . Nei 18 mesi successivi il titolo crollò del 94% per scendere sotto i 6 dollari dopo l’11 settembre 2001. Nel breve periodo Barron’s ebbe ragione, ma, come sappiamo, sul lungo periodo sono stati Amazon e Jeff Bezos ad averla vinta. Oggi per comprare un’azione Amazon ci vogliono oltre 3.400 dollari . Le azioni dell’ormai famigerata ZOOM dai massimi raggiunti un anno fa hanno perso quasi il 50% del loro valore. Da quando la società si è quotata in borsa nella primavera del 2019 il titolo ha guadagnato oltre il 300%. Tutta questione di prospettive. Due investitori possono avere opinioni completamente diverse su uno specifico titolo o sul mercato ed entrambi possono avere ragione (o entrambi possono sbagliarsi). Tutto dipende dall'orizzonte temporale. Lo s...

Il fondo che hai sottoscritto è un affare per te o per chi te lo ha venduto?

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Non cercare l’ago nel pagliaio, compra l’intero pagliaio! I fondi comuni che riescono a mantenere la promessa sulla quale si basano, ovvero offrire un’extra rendimento rispetto a quello offerto dal mercato sono una sparuta minoranza; su orizzonti di tempo lunghi sono una vera rarità . Se la percentuale di quelli che riescono nell’impresa in un singolo anno può raggiungere il 50%, più si allunga il periodo di osservazione e più bassa è questa probabilità. Nel decennio conclusosi a dicembre 2020, la percentuale di gestori attivi che sono sopravvissuti e hanno sovraperformato nei principali segmenti di mercato, come l’azionario globale e l’azionario europeo, è stata rispettivamente del 5,7% e del 9,6% ( Morningstar’s European Active/Passive Barometer Year-end 2020 ). Sul mercato americano, per cui sono disponibili studi con un orizzonte temporale maggiore, gli strumenti a gestione attiva che investono in aziende a grande capitalizzazione del mercato a stelle e strisce che negli ultimi 20 ...

Einstein e la tirannia dei costi negli investimenti

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  “L’interesse composto è l’ottava meraviglia del mondo. Chi lo capisce, lo guadagna; chi non lo capisce, lo paga”. I costi hanno un ruolo molto importante nella gestione degli investimenti, e più allunghiamo l’orizzonte d’investimento e più i costi diventano cruciali. Una famosa citazione di Albert Einstein recita: “L’interesse composto è l’ottava meraviglia del mondo. Chi lo capisce, lo guadagna; chi non lo capisce, lo paga” . Ed è proprio così. L’interesse composto è una benedizione per chi investe con un orizzonte di lungo periodo e reinveste periodicamente i proventi poiché ottiene un rendimento anche sui guadagni degli anni passati. L’interesse composto può sembrare poca cosa rispetto all’interesse semplice (in cui non si reinvestono i guadagni) su un periodo di 5 o 10 anni, ma su un orizzonte di 30 anni ha un potere miracoloso:   Euro 10.000 investiti per 10 anni con un rendimento medio annuo del 5% INTERESSE SEMPLICE -> CAPITALE FINALE € 15.000 – GUADAGN...